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Ruxolitinib

Il Ruxolitinub è improvvisamente al centro dell’attenzione della stampa. Dopo essere stato approvato come farmaco nel 2011 è oggi pubblicizzato come possibile cura della calvizie.

 

Ruxolitinub e possibile cura per la calvizie.

Quando è stato per la prima volta approvato come farmaco, Ruxolitinub era utilizzato per il trattamento medico specifico di alcune forme di cancro.

Il Myelofibroma, un raro tipo di cancro del midollo osseo, si era infatti mostrato positivamente sensibile all’inibitore del JAK. Il Ruxolitinub funziona interferendo con i percorsi che segnalano la risposta autoimmune, inibendo i percorsi del JAK lungo i quali viaggiano i segnali per quella risposta. Occasionalmente, queste risposte possono accelerarsi eccessivamente e causare problemi.

Ad esempio, nel caso dell’alopecia areata, quella forma di calvizie che si sviluppa sotto forma di tondeggianti chiazze glabre, il sistema immunitario viene ingannato così da credere che parti non minacciose come i follicoli siano invece una minaccia da attaccare e distruggere. Non era poi così difficile notare che alcuni dei pazienti trattati col Ruxolitinub per il cancro al midollo avevano mostrato un’inaspettata ricrescita dei capelli e non è necessario avere un premio Nobel in ambito scientifico per realizzare che l’azione inibitoria sui percorsi del JAK ne fosse la causa.

 

I risultati del farmaco

Sono stati condotti diversi studi riguardo l’efficacia del Ruxolitinub per il trattamento dell’alopecia areata. Questa condizione è direttamente associata a una disfunzione autoimmune e quindi ha una buona possibilità di essere trattata positivamente. In uno dei maggiori studi a riguardo, a 12 soggetti affetti da alopecia areata sono stati fatti assumere 20mg di Ruxolitinub due volte al giorno per un periodo di tempo compreso tra 3 e 6 mesi.

risultati sono stati incoraggianti, nonostante la comparsa di alcuni effetti collaterali.

A oggi conosciamo soltanto due piccoli studi riguardo una versione topica di questo prodotto. Il primo è quello che vede protagonista una adolescente che aveva la testa totalmente priva di capelli e ascelle e sopracciglia senza peli. Nel suo caso le sopracciglia sono ricresciute e sulla testa è cresciuto un 10% di capelli. L’altro studio invece non è stato poi così incoraggiante, riguardava un 66enne che non ha visto alcun tipo di ricrescita.

 

Il Trapianto di capelli come unica soluzione definitiva alla ricrescita

Ogni principio attivo farmacologico e naturale potrebbe migliorare sensibilmente la qualità dei capelli ma nelle zona in cui non ci sono più follicoli non è possibile stimolare la ricrescita degli stessi. Un follicolo atrofizzato non sarà più in grado di produrre un capello terminale, dobbiamo essere realisti.

L’unica soluzione nel caso in cui la calvizie sia troppo avanzata è quello di richiedere un trapianto di capelli, possibilmente in Turchia per abbassare i costi dello stesso mantenendo una qualità sempre eccellente.

 

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