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Incisione Laterale O Sagittale Nel Trapianto Di Capelli

Che tipo di incisione preferisce? Laterale o Sagittale?

Nell’ambito della chirurgia della calvizie, si utilizzano molto spesso i termini “sagittale”, “laterale” e “coronale” per indicare le incisioni realizzate dal chirurgo durante il trapianto.

Le varie tipologie di incisioni differiscono per l’angolazione con cui vengono realizzate, in relazione alla direzione della crescita di collagene e dei capelli.

L’incisione coronale è creata perpendicolarmente alla direzione di crescita del capello, ma non opposta. Al contrario l’incisione sagittale è sempre eseguita in maniera parallela alla direzione di crescita del capello e del collagene.

Recentemente, si è molto diffuso il termine lateral slit che spesso è associato alle incisioni coronali. Tuttavia non sempre i due concetti corrispondono. Vi sono tre requisiti fondamentali per cui un’incisione coronale possa essere definita laterale: deve essere realizzata con l’ausilio di una lama e non di un ago, deve essere perpendicolare all’angolazione di crescita del collagene e del capello, e la lama con cui viene realizzata deve essere adattata all’ampiezza delle unità follicolari.

 

Qual è l’opzione migliore secondo i chirurghi?

La Turchia è uno dei paesi più gettonati per il trapianto di capelli. Negli ultimi anni, il dibattito tra gli esperti è diventato sempre più acceso, e si distinguono ancora oggi due gruppi contrapposti, costituiti da chi sostiene che l’incisione sagittale sia la migliore, e chi al contrario indica quella laterale come più idonea.

Il primo a sostenere che sia possibile utilizzare una combinazione delle due tecniche, al fine di ottenere maggiore naturalezza e densità, in particolare lungo la hair line, fu il Dott. Walter Unger.

 

La lateral slit non è una tecnica del tutto nuova

La tecnica laterale è indicata molto spesso come una metodologia nuova. In realtà si utilizza da molti anni, sebbene in passato fosse stata abbandonata in seguito a diversi casi di necrosi.

Recentemente si è compreso quali debbano essere i due principali fattori per evitare tale fenomeno: innanzitutto è necessaria una perfetta vascolarizzazione della zona ricevente; in secondo luogo, la profondità delle incisioni deve variare in media tra i 2 mm e i 3,5 mm. Se non si presta attenzione a questi due aspetti, il rischio di necrosi post operatoria aumenta notevolmente.

 

Tecniche FUT e FUE. Un’altra domanda al Dr. Tayfun

Attualmente sono molti i chirurghi negli Stati Uniti che utilizzano la tecnica FUT e il metodo sagittale. Con la tecnica FUT è possibile estrarre 4.000 – 6.000 graft in una sessione. Con tali numeri, si possono innestare 40-60 graft per cm2 e si può ottenere una densità accettabile.

Inoltre, con la tecnica FUT le dimensioni delle graft sono definite dallo staff che esegue la chirurgia. Per questo motivo, si possono osservare dimensioni diverse, e tale aspetto rende più complesso l’innesto.

Al contrario, con la tecnica FUE, è possibile estrarre migliaia di graft che abbiano le stesse dimensioni e, di conseguenza, l’innesto sarà più semplice.

Se si utilizza il lateral slit, anche inserendo meno di 40 graft per cm2, è possibile ottenere un’illusione di densità e, otticamente, sembrerà che siano stati inseriti 60 graft. È proprio questo il motivo per cui questa metodica è divenuta così popolare.

È però essenziale ribadire nuovamente che questa tecnica ha successo solo se la circolazione della zona ricevente è ottimale e se la profondità delle incisioni è perfetta. In caso contrario, durante l’impianto, è possibile che le graft si danneggino.

Tuttavia, secondo l’esperienza quasi ventennale del Dottore, la tecnica che permette l’innesto qualitativamente migliore, danneggiando al minimo le radici è la tecnica sagittale.

In conclusione, per ottenere il miglior risultato, è opportuno considerare fattori diversi, quali in particolare la capacità della zona donatrice, la scala Norwood, l’età del paziente, la salute del cuoio capelluto, il probabile decorso della calvizie, le aspettative e le richieste e il fatto che il paziente possa essere un fumatore.